I suoi personaggi sono animati da inquietudini e sono sinceramente intenzionati a dare un senso alla loro esistenza: e questo elemento di analisi interiore rende “Senza regole” un romanzo atipico e incisivo.

Caterina Falchi
Autrice e redattrice
Testimonianze raccolte
Ogni voce e parola sono un indizio.
Dalla video-rubrica “Chi si nasconde dietro alla penna?”
La video intervista con Irene è stata un’esperienza che consiglio a chiunque: mi sono sentita accolta e la nostra conversazione è stata spontanea, ricca e profondamente stimolante. È gratificante trovare un faccia a faccia così autentico, capace di andare oltre le domande per trasformarsi in un’ampia dissertazione sulla narrativa e sul romance. Di Irene apprezzo molto anche la sensibilità e la cura che mette, da brava autrice lei stessa, nel suo lavoro. È preparata, il che ci ha consentito di poterci confrontare in modo naturale e approfondito su un mestiere tutt’altro che facile, ma soprattutto sul mondo della scrittura e dell’editoria. Ha uno sguardo attento, capace di cogliere l’essenza delle persone e di restituirla con rispetto e passione. La ringrazio di cuore per aver voluto condividere con me questa bella opportunità, sono stati momenti preziosi, sia dal punto di vista umano che professionale.


Irene ha saputo mettermi a mio agio e mi ha posto domande mirate sul mio romanzo dimostrando di averlo letto prima di intervistarmi. Ha preparato delle grafiche e un video molto professionali. Sono rimasta molto soddisfatta della mia intervista, è stata una piacevole chiacchierata.
Ogni testo lascia tracce: il mio lavoro è seguirle, chiarirle, liberarlo dal superfluo e restituire una storia in tua la sua forza.
Ho avuto il piacere di collaborare con lei per la prima volta nel 2022 per il mio romanzo storico “Nel segno del destino” uscito con la Literary Romance Edizioni quando era una collana per PubMe.
È stata una bella esperienza in specie perché si tratta di una persona con una buona conoscenza storica. Cosa necessaria per chi si occupa di questo ramo della editoria. La nostra collaborazione si è ripetuta anche un paio di anni dopo, con l’editing del mio romanzo “La rosa delle Dolomiti” edito Literary Romance Edizioni. Come anche nel primo libro, ho apprezzato la sua conoscenza storica che mi ha aiutato a sviluppare diversi punti. Quello che stimo di Irene è stata la sua non invadenza nella mia voce di scrittrice, ma bensì un continuo supporto e presenza per ogni dubbio o piccola incongruenza nel testo aiutandomi a rendere i miei due romanzi migliori.


Ho collaborato con Irene Pecikar per l’editing del mio romanzo “Cose dell’altro mondo”. Scrupolosa, attenta ai dettagli ma mai invasiva. Mi ha guidata sapientemente, migliorando il testo e restando fedele alla mia voce. È stato stimolante lavorare con lei per dare maggiore credibilità alle scene decisive, rendendole veritiere e coinvolgenti. Davvero un’ottima esperienza che consiglio a chi ha bisogno di editare il proprio testo.
Ho avuto il piacere di collaborare con Irene Pecikar De Colle
qualche anno fa, e posso dire senza esitazione che è una
professionista rara. Irene è un editor in gamba, di quelli che
non si limitano a “correggere”, ma che sanno entrare nel testo
con intelligenza, sensibilità e rispetto per la voce dell’autore.
La sua meticolosità non è mai sterile: ogni intervento è mirato,
ragionato, e sempre al servizio della qualità finale.Quello che più mi ha colpito di lei è la capacità di coniugare rigore e creatività.
Grazia Elettra Cormaci, autrice e saggista – scopri l’autrice

Tracce dalla rete
Recesensioni sui miei libri emerse da una ricerca online
Su Segreti
da “Sognando con un libro in mano”
Questa di Irene Pecikar è una storia diversa dalle solite, dove viene descritto un universo femminile fatto di dolori, gelosie, tradimenti e lutti , ma anche di complicità, gioia, speranza e soprattutto riscatto. È la storia di quattro donne che imparano il significato della parola resilienza e di come si debba, nonostante tutto, rimettersi in gioco.
Su Amore, Parigi e un gelato al pistacchio
da “Sognando tra le righe”
La protagonista Sam è di quelle che entra subito in simpatia, un tipo solitario dall’ immaginazione galoppante, con la sindrome del brutto anatroccolo: poco modaiola, maldestra ai limiti del surreale[…]. Una donna che nella vita e in amore ha subito delle delusioni, ma che dopo le cadute ha lottato e si è sempre immancabilmente difesa e rialzata, salvandosi da sola.
Su La casa ai margini della dolina
da “Charlotte”
Il “marchio di fabbrica” di Irene Pecikar è quello che abbiamo imparato a conoscere: partecipazione emotiva dell’autrice agli stati d’animo dei personaggi, coinvolgimento del lettore a livello intellettivo e sensoriale, scrittura fluida.[…] L’elemento originale è la collocazione geografica del racconto: i luoghi sono nostrani, la dimora maledetta e l’ex manicomio che fanno da teatro alla vicenda narrata e che si trovano sul Carso triestino.


